L’ASSOCIAZIONE CULTURALE NAZIONALE DEI POLENTARI D’ITALIA

 a cura della Pro Loco di San Costanzo in occasione del

“9° Raduno Nazionale dei Polentari d’Italia” - 20-21-22 giugno 2008

A tal proposito quest’anno si svolgerà a San Costanzo (PU) nei giorni 20-21-22 giugno p.v. il “9° Raduno Nazionale dei Polentari d’Italia”, al quale saranno presenti 16 delegazioni provenienti da varie regioni italiane, compresa la nostra, le quali fanno parte dell’Associazione Nazionale dei Polentari d’Italia, costituita nel 1996 a Borgo Tossignano (BO). L’Associzione è stata fondata da tredici gruppi storici di polentari provenienti da varie regioni italiane:

Altidona (Marche), Arborea (Sardegna), Castel di Tora (Lazio), Guardistallo (Toscana), ivrea (Piemonte), Monterchi (Toscana), Ponti (Piemonte), Santa Maria in Selva-Treia (Marche), San Costanzo (Marche), San Quirico di Vernio (Toscana), Sermoneta (Lazio), Tossignano (Emilia Romagna) e Varone di Riva del Garda (Trentino Alto adige).

A queste si sono aggiunti in seguito i gruppi di Linguaglossa (Sicilia), Polverigi (Marche) e Villa d’Adige (Veneto).

Lo scopo dell’Associazione è quello di diffondere e valorizzare le tradizioni regionali tipiche legate a questo cibo povero, la polenta, ed alla conservazione e promozione della conoscenza delle tradizioni popolari che sono l’anima dell’associazione stessa e che si calano nel profondo dei tempi e della storia della società contadina italiana.

L’Associazione dei Polentari, come previsto dallo Statuto, promuove ogni due anni, in una delle città o paesi sede degli associati, il “Raduno Nazionale dei Polentari d’Italia”, allo scopo di diffondere sul territorio nazionale la tradizione gastronomica tipica della propria cucina regionale, oltre a manifestare le singole radici storiche dei gruppi polentari partecipanti.

L’Associazione è inoltre sinonimo di solidarietà, a questo proposito, in occasione del terremoto del 1997 che interessò gran parte delle città appenniniche tra Umbria e marche, organizzò per le popolazioni colpite da questo catastrofico evento un raduno dei Polentari nella baraccopoli di Cesi (MC), contribuendo alla sua ricostruzione.

I “raduni dei polentari”, rappresentano inoltre un momento di partecipazione, convivialità e scambio culturale delle proprie tradizioni; sono il veicolo per la promozione del turismo del territorio, in un contesto nazionale legato alla conoscenza dei beni culturali, storici, artistici e architettonici e collegato, in particolar modo, all’enograstronomia ed alla scoperta delle cucine regionali.

Polenta, vino, olio, gastronomia e territorio sono gli elementi della nuova frontiera del turismo, che l’Associazione dei Polentari d’Italia con la vitalità che gli è propria, diffonde ai propri associati.

IL RADUNO DEI POLENTARI

L’evento che ha cadenza biennale consiste nel proporre, da parte di ogni Gruppo Polentaro partecipante, la propria ricetta tipica del cucinare la polenta; quindi, ben sedici rigorosi modi di preparare un prodotto base uguale quale la «farina di granturco», ma arricchito da diversi condimenti ottenendo così piatti dal gusto straordinariamente diverso quando li si assaggia.

Un confronto e non una sfida tra le polente, una vera scuola di cucina regionale espressa dalle capacità culturali e gastronomiche dei polentari.

Dal 1993, a distanza di quindici anni, che dimostrano la caparbietà e volontà dei “polentari”, si sono tenuti ben otto “raduni” che si sono svolti in città storiche e turistiche di tuta italia:

1° Raduno 1993 – Sermoneta (LT)

2° Raduno 1995 – Arborea (OR)

3° Raduno 1997 - Riva del Garda (TN)

4° Raduno 1998 – Treia (MC)

5° Raduno 2000 – Castel di Tora (RI)

6° Raduno 2002 – San Quirico di Vernio (PO)

7° Raduno 2004 – Ivrea (TO)

8° Raduno 2006 – Guardistallo (PI)

9° Raduno 2008 – San Costanzo (PU)

LE SPECIALITA’ CULINARIE DEI POLENTARI D’ITALIA

Sedici gruppi polentari aderenti all’Associazione Culturale dei Polentari d’Italia si distinguono fra di loro per il diverso condimento della polenta di granturco.

Sedici modi diversi di cucinare il piatto della tradizione.

Altidona (AP)   Polenta con lumache di terra 
   
Arborea (OR)   Secondo la loro tradizione importata dal continente(veneti, emiliani,friulani e romagnoli: polenta con luganega (salsiccia) arrosto
     
Castel di Tora (RI)   Polentone con sugo magro di baccalà, aringhe, tonno e alici
 
Guardistallo (PI) Polenta con sugo di funghi e cinghiale
 
Ivrea (TO) Polenta con sugo di cipolle e merluzzo
 
Linguaglossa (CT) Polenta con salsiccia siciliana, pancetta di maiale e muscolo di vitello
 
Monterchi (AR) Polenta con ragù di salsicce e fegatelli
 
Polverigi (AN) Polenta ai frutti di mare
 
Ponti (AL) Polentone con frittata e merluzzo
 
San Costanzo (PU) Da antichissima ricetta dei maestri polentari una soffice polenta con ragù di carne suina e bovina
 
San Quirico di Vernio (PO) Polentone di farina di castagne tagliato con filo di cotone con aringhe e baccalà
 
Sermoneta (LT) Polenta con salsicce
 
Santa Maria in Selva-Treia (MC) Polenta con sugo di salsiccia e papera
 
Tossignano (BO) Polenta a ragù
 
Varone di Riva del Garda (TN) Polentone con la mortadella (simile alla salsiccia o luganega)
 
Villa d’Adige (RO) Polenta con baccalà e musso (asino)
 

Tantissime prelibatezze e tipicità da gustare.

 

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